di tutto un po (ovvero Questo&Quelo)
dato che il tempo fugge e la società ci incalza, mi sono promesso di scrivere una volta al giorno, per dimostrare la fugacità del tempo e la frenesia della società. dato che la gente frequenta abbastanza questo blog, e i dati lo dimostrano con più di 250 visite e più di 300 pagine visualizzate, che non è poco per me, che voglio fare qualità e non quantità, vorrei che ci fosse più partecipazione. la qualità che faccio è buona, vista dalla mia posizione, solo che ho pochi riscontri con i visitatori, che forse presi dalla mia pazzia non riescono a dire nulla, e stanno zitti e non commentano. io appena posso, cioè tutti i giorni, più volte al giorno, giro nei blog dei conoscenti e se scrivono qualcosa di nuovo, e ciò è raro, cerco di dire la mia, e molto spesso farei meglio a stare zitto, ma questa è un'altra storia.
oggi vi propongo questo tema, tema molto vasto e di difficile trattazione: la bellezza. oggi mentre tornavo dalla vistita dall'oculista stavo pensando come commiserarmi, se farlo sulla mia mancanza di autostima o sui miei problemi oculari; la seconda opzione avrebbe portato ad una commiserazione tipo bocciatura esame, con quel vero ma finto dispiacere, che odio, quindi ho optato per la prima.
io non ho stima di me, non di tanto quello che faccio, ma di me come persona. cosa c'entra con la bellezza? arrivo. dire cosa sia la bellezza è quasi impossibile, o meglio lo sarebbe, se la bellezza fosse unica. di bellezza ne esistono di 2 tipi: quella soggettiva e quella della società. la società crea stereotipi di bellezza, su cui la gente si basa per modellarsi, mentre ognuno può dire di un'altra cosa se per lui sia bella o meno. personalmente io non mi ritengo bello, perchè non appartengo a quei stereotipi creati dalla società, e perciò non ho fiducia di poter piacere alla gente.
sbaglio ma è perchè non ho autostima dei miei mezzi. me lo dicono tutti, dai genitori al mister di calcio, ma è così. se faccio una cosa io, di qualunque tipo, la giudico peggiore delle altre, mentre se lavoro in gruppo perdo questo pessimismo e sono sempre molto fiducioso. ricordo ad esempio con il progetto su Fermi fatto alle superiori, io ero convinto che avremmo vinto, e pensavo già a come dividere i soldi. come è andata? abbiamo vinto!
soluzioni possibili ce ne sono. ad esempio (e ciò non fa che aggravare la mia immagine di anormalità) prima delle partite mi sono messo a fare del training di autoconvincimento, come ho visto fare in Ogni maledetta domenica, ciò mi porta a dare testate agli alberi, ma questa è un'altra storia.
pensavo di scrivere di più, ma è l'1 e volevo un po' giocare a NFS:MW, e quindi devo tagliare. a domani.