sunday game
3 a 0, prima vittoria stagionale, e compleanno del "presidente" (è un mio compagno che si chiama Silvio, come IL Presidente) festeggiato bene.
partita da vincere, e che si è vinto, contro Progetto Handicap. per quanto mi riguarda ginocchio OK, ho finito un po' zoppicando a causa di una botta al polpaccio, niente di grave. partita non troppo difficile, compito difensivo svolto bene, un paio di falli fischiati contro, credo nessuno a favore, e qualche calcio rifilato senza che l'arbitro fischiasse (che sono quelli che danno più soddisfazione). poi non dovete pensare che io sia uno che vuole fare male, questo non è vero, però mi voglio fare rispettare: uno che mi dribla non può ritenere che la cosa rimanga impunita, ma soprattutto se, come è successo ieri, un avversario offende pesantemente un mio compagno (questo è vero spirito di squadra, non posso sentir dare del figlio di put*ana ad un compagno). fortuna sua è stato tolto prima che potessi "agire".
vi racconto questo aneddoto divertente: in una partita recupero palla e la porto avanti, l'attaccante per fermarmi mi fa lo sgambetto e cado. prima di rialzarmi grido tu sei morto. questo è sceso, senza che io lo toccassi, dopo 1 minuto. faccio così paura? forse è per questo che sono soprannominato butcher, il macellaio.
c'è una cosa che si potrebbe notare se mi si fosse seguito giocare da qualche anno, ovvero che come, in parte, sono cambiato nella vita di tutti i giorni, così sono anche cambiato in campo: solo 2/3 anni fa io giocavo e facevo il mio compitino, niente di più niente di meno, mentre ora parlo per aiutare e incoraggiare i compagni, mi faccio più vedere per essere partecipe di più all'azione. e a chi è dovuto questo mio cambiamento? non voglio dire a lei, però lo penso.