alba
non sono le 6 del buon Sasha, ma ci andiamo vicini.
sarà il vedere albeggiare che mi rende così poetico, o la voglia di andare a letto che mi fa tralasciare i racconti della festa (e della trasformazione, come l'ho definita), sta di fatto che mi sentivo di scrivere questo, forse anche solo per non perdere questo bello spazio.
la cosa più bella della serata, della splendida serata, è stata questa immagine: io seduto su una panchina, a Pieve di Cento, a bere Martini spumante e a parlare di nulla. quello che contava erano le persone, ovvero ciò che io chiamo la mia seconda famiglia.
al centro, come da ruolo, il comandante, la persona che stimo di più al mondo e con cui spero, in un modo o nell'altro, di poter condividere vicendevolmente i successi che il Destino ci riserverà; io, il braccio destro, la mente, il planner; a sinistra, la seconda persona che stimo di più al mondo, il mio Presidente, il mio fratello.
saranno le 5 e mezza, ma a pensare a questa immagine, a noi uniti, nonostante i vari casini personali e inter/intrapersonali, mi si bagnano gli occhi.